[...]
Es geht um einen Brief, in dem Dallapiccola einige
Aspekte seines Verhältnisses zu Alban Berg darstellt. Zunächst nur so viel:
Für die Vorbereitung einer Studie über den Wiener Komponisten hatte ich
verschiedene bedeutende Musiker und Theaterleute um ein paar Zeilen für die im
Anhang der Monographienreihe üblichen Zeugnisse gebeten. Dallapiccola
antwortete sofort und bot seine Bereitschaft zur Hilfe an. In seinem ersten
Brief (vom 3. Januar 1974) heißt es unter anderem: "L'idea che Ella sta
per scrivere una monografia su Alban Berg mi sembra attraentissima e mi dichiaro
subito a Sua disposizione, per quel poco, per quel pochissimo che è nelle mie
forze. Con Berg ho parlato per pochi minuti al festival di Venezia nel 1934; non
più di così. Però, data la straordinaria importanza che la personalità del
Maestro ha avuto per il mio sviluppo, riuscirò a mettere insieme varî ricordi
– personali e non – che Le potrò esporre in un colloquio a Firenze. Sarò
qui dal 15 al 31 corr.: il 15 comincio – per un gruppo di giovani
universitarî – una serie di cinque lezioni sul 'Trattato' di Berlioz: la mia
presenza a Firenze è, dunque, richiesta. Mi voglia telefonare quando crede
[...] e circa l'ora più comoda, sappia che alle 9 del mattino ci sono, dato che
dedico una mezz'ora più tardi alla mia abituale passeggiata." Der Besuch
fand am 23. Januar 1974 statt. Dallapiccola erkundigte sich zunächst nach dem
Projekt und begann dann zu erzählen, was ihm zu Alban Berg wichtig war. Dabei
ging es vor allem um die Begegnungen mit Berg selbst und die entscheidenden
Aufführungen seiner Musik. Natürlich berührte das Gespräch auch andere
Punkte, die ich in einzelnen Notizen festhielt. Aber Dallapiccola machte es dem
Besucher leicht und kündigte nach einiger Zeit an, er werde die wichtigsten
Fakten zusammenstellen und mir zuschicken. Als ich wenige Tage später nach Rom
zurückkehrte, fand ich folgenden Brief vor:
50125 Firenze, addì 23 gennajo 1974
34 via Romana Tel. 22/76/98
Stimatissimo Dott. Scherliess,
eccomi, a tarda ora, a tentar di concentrare gli appunti della nostra
conversazione di stamane.
10 aprile 1924. Ascolto per la prima
volta, nella Sala Bianco di Palazzo Pitti il "Pierrot lunaire". Si
vedano, a questo proposito, sul mio libro, le note alle pagine 157 e 158.
1928. Leggo su "Rassegna Musicale" una
critica sommamente elogiativa a firma del compianto Guido M. Gatti, su WOZZECK,
da lui udito al Festival della SIMC a Liegi. Sono interessato sopra tutto per la
descrizione delle forme strumentali nell'Opera. (Da ciò sarò senza dubbio
influenzato nella stesura del mio "Volo di notte", molti anni più
tardi). aprile 1934. Al Festival della SIMC, a Firenze, posso sentire per la
prima volta la musica di Berg. Sembrava prevista un' esecuzione dei "Frammenti
da WOZZECK"; ma questa è stata sostituita – non so con esattezza perchè
– dai movimenti N0 2, 3, e 4 della "Lyrische Suite",
eseguiti splendidamente dal Quartetto Kolisch.
settembre 1934. Al festival di Venezia ascolto le
prove e l'esecuzione di DER WEIN, diretto da Scherchen (Cfr. le pagg. 83/84 nel
mio libro), con solista Hanna Schwarz. Questa mi prega di dire a Berg, pesente
alle prova, che si tratta della "prima prova"; cosa che faccio. Almeno
questa volta ho potuto sentire la sua voce: cosa che non mi era avvenuta l'anno
prima, quando - insieme ad altri importantissimi compositori – Berg era stato
invitato al Congresso organizzato dal Maggio Musicale a Firenze. In tale
occasione mi ero limitato ad ammirare il Maestro, a distanza e a dire chi fosse,
quale importanza avesse e ad annunciare il titolo della sua Opera più famosa.
primavera 1935. Il dott. Willi Reich, trovandosi a
casa mia, rimane stupito di vedere un WOYZECK tradotto in italiano da A. Spaini.
Avendomi egli detto che certo Berg sarebbe stato interessato ad avere tale libro,
glilo do', dopo aver scritto la seguente ariostesca dedica a Berg:
Né che poco io vi dia da imputar sono,
Che quanto posso dar, tutto vi dono.
Riceverò una breve lettera e una fotografia di Berg durante l'estate.
1935. festival SIMC a Praga. In programma, fra il resto, le "Variazioni"
Op. 31 di Schoenberg, il "Concerto", Op. 24 di Webern e la "Lulu-Suite"
di Berg. (Cfr. le pagine di Diario su Webern nel mio libro). In altre parti
dello stesso libro parlo dell'importanza unica dei Festivals SIMC nel
periodo trale due guerre per chi voleva studiare.
[...]
Dieser Brief ist als parallele Äußerung und
Ergänzung zu anderen, zum Teil sehr viel ausführlicheren autobiographischen
Notizen zu sehen, die bereits gedruckt vorlagen. Dallapiccola selbst hat auf die
entsprechenden Publikationsorte verwiesen.
Hier bricht die Leseprobe des Beitrags ab.
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